martedì 30 ottobre 2018

Messa - Feast for Water


Messa - Feast for Water
(Aural Music, 2018)

Immersione profonda. Nell'oceano di questa Terra. Nella palude di questa Umanità. Alle sorgenti pure dell'Io. Lungo i fiumi dell'essere. Nei laghi del qui ed ora. L'urgenza espressiva di un imminente immanente ed ineludibile. Il secondo album dei Messa segna una crescita enorme rispetto al già stupendo Belfry (2016). Crescita sia sotto il profilo musicale, sia sotto quello comunicativo ed emotivo. A volte quasi in punta di piedi, come sonnambuli sospesi a mezz'aria, si attraversano paesaggi onirici, tratteggiati con sapienza da poche indispensabili note di tastiera sorrette da una minimalista batteria (come in Leah). Altre volte si è invece trascinati in un turbine di emozioni, come in una corsa attraverso un bosco di paure, con una chitarra che ci comanda come il flauto del pifferaio magico (ad esemprio in The Seer e She knows). I semi più disparati fioriscono nella musica del quartetto di Cittadella. Dagli spazi aperti e vasti del dark ambient, ai profondi antri del doom. Dalle ricercate atmosfere occult rock a passaggi quasi jazz, che aprono scenari da colonna sonora lynchiana (She knows). E spesso queste molteplici anime convivono e si manifestano anche all'interno di una stessa canzone, poiché vi è quasi una struttura progressive rock alla base della loro composizione. In tutto questo, su tutto questo, una voce di una bellezza, potenza e capacità come poche. Una sorta di Orfeo al femminile che incanta l'ascoltatore, portandolo dove vuole, mostrandogli ciò che vuole. A tratti struggente come Anneke Van Giersbergen, in altri momenti con la forza evocativa di Lisa Gerrard. Ma fondamentalmente la voce di Sara è così espressiva ed affascinante proprio perché, estremamente personale, sfugge alle etichette ed al gioco delle somiglianze. Feast for Water è un album dalla forza quasi sciamanica, che si nutre di immagini e sentimenti ancestrali, capace di toccare (e far risuonare) le corde più profonde ed intime. Osate immergervi nelle sue acque, lasciate che il vostro orecchio ascolti il canto delle Sirene.
[E.R.]
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Messa - Feast for Water
(Aural Music, 2018)

Deep immersion. In the ocean of this Earth. In the swamp of this Humanity. At the pure sources of the ego. Along the rivers of being. In the lakes of the here and now. The expressive urgency of an immanent and inescapable imminent. Messa second album marks an enormous growth compared to the already wonderful Belfry (2016). Growth both from a musical point of view and from a communicative and emotional one. Sometimes almost on tiptoe, like sleepwalkers suspended in midair, we go through oneiric landscapes, skillfully sketched by a few indispensable keyboard notes supported by minimalist drums (as in Leah). Sometimes instead we are dragged in a whirlwind of emotions, as in a race through a forest of fears, with a guitar that commands us like the flute of the Pied Piper (for example in The Seer and She knows). The most diverse seeds bloom in the music of the quartet from Cittadella. From the wide open spaces of dark ambient to the deep caves of doom. From the refined occult rock atmospheres to almost jazz passages, opening scenarios which are reminiscent of Lynch soundtracks (She knows). And often these multiple souls coexist and manifest themselves even within the same song, since there is an almost progressive rock structure at the base of their composition. In all this, on all this, a voice of beauty, power and capacity as few. A sort of feminine Orpheus that enchants the listener, taking him where she wants, showing him what she wants. At times as moving as Anneke Van Giersbergen, other times with the evocative power of Lisa Gerrard. But basically Sara's voice is so expressive and fascinating precisely because, extremely personal, it escapes labels and the game of similarities. Feast for Water is an album with an almost shamanic force, which feeds on ancestral images and feelings, capable of touching (and making resonate) the deepest and most intimate strings. Dare to immerse yourself in its waters, let your ear listen to the song of the Sirens.
[E.R.]

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