giovedì 25 ottobre 2018

Dopethrone – Transcanadian Anger


Dopethrone – Transcanadian Anger
(Riff Dealer Records, Totem Cat Records, 2018)

Sicuramente Bart Simpson adora questo disco e questa band. Il suo gusto per tutto ciò che è eccessivo, shockante e disturbante per il mondo degli adulti e dei bravi bambini è infatti ampiamente ripagato dallo slutch dei Dopethrone. Con gli occhi iniettati di sangue lo vedo divertirsi come un matto per le storie di ordinaria follia che sibilano tra i riff fangosi e sporchi (di sangue e merda) di Transcanadian Anger (quinto disco della band canadese). Ce lo vedo il nostro teppistello a scapocciare sui riff gonfi e gommosi di Kingbilly Kush - sorta di blues sotto overdose di marijuana - oppure a spaccare le dita a tutti i metallari intenti ad alzare le corna al cielo mentre risuonano i riff pieni di groove di Wrong Sabbath. O a infiltrarsi nel bel mezzo di un concerto crust punk durante Killdozer, gettandosi nel pogo per attaccar rissa, per puro divertimento, alla faccia di qualsiasi etica hardcore. Con le scarpe corrose da innumerevoli schizzi di vomito, e le risate per gli scherzi di cattivo gusto fatti a Milhouse trasformate in rantoli e convulsioni, Bart non trova nella musica della sua band preferita la patologica ossessione per l’autodistruzione di alcuni gruppi sludge come gli Eyehategod, piuttosto un’adolescenziale e demenziale voglia di dissacrare un genere di per sé dissacratorio in modo affine ai Weedeater. Divertente come può esserlo solo un disco dei primissimi Carcass, se ascoltato sotto effetto di sostanze che rallentano le percezioni.
[R.T.]
*** 

Dopethrone – Transcanadian Anger
(Riff Dealer Records, Totem Cat Records, 2018)

Certainly Bart Simpson loves this record and this band. His taste for all that is excessive, shocking and disturbing for the world of adults and good children is in fact largely repaid by Dopethrone slutch. With bloodshot eyes I see him having a lot of fun with the stories of ordinary madness hisseing among the muddy and dirty (of blood and shit) riffs of Transcanadian Anger (fifth album of the Canadian band). I see our tiny thug headbanging on the doped gummy riffs of Kingbilly Kush - sort of blues under marijuana overdose - or smashing the fingers to all the metalheads intent on raising their horns to the sky while listening to the groovy riffs of Wrong Sabbath. Or entering in the middle of a crust punk concert during Killdozer, throwing himself into the moshpit to start a brawl, for pure fun, in the face of any hardcore ethics. With shoes corroded by countless vomitings, and the laughter for the bad jokes made to Milhouse turned into gasps and convulsions, Bart does not find in the music of his favorite band the pathological obsession with self-destruction of some sludge bands like Eyehategod, rather an adolescent and wacky desire to desecrate a genre in itself desacatory in a way similar to Weedeater. As much funny as it can be only an album of the very first Carcass, if listened to under the effect of substances that slow down perceptions.
[R.T.]

Nessun commento:

Posta un commento