martedì 14 aprile 2020

Chelsea Wolfe – Birth of Violence


Chelsea Wolfe – Birth of Violence
(Sargent House, 2019)

Esporsi, senza più nascondersi dentro ad una nuvola di rumore, è un atto di coraggio. Così come percorrere in solitaria le strade più buie del folk americano, attraversate nel tempo da uomini in nero, ormai leggende del rock statunitense. Ma il coraggio è un attributo che non manca a Chelsea Wolfe. Così, con la sua voce eterea protetta esclusivamente dalla chitarra acustica e sostenuta solo da arrangiamenti soffusi, si inoltra lungo una Route 66 intima e personale, che ha come meta l’universale. Il punto di partenza di questo cammino si trova sulle montagne del Nord della California, dove - lontana dai bagliori e dal caos della sua Sacramento - Chelsea ha trovato la solitudine e il silenzio necessari per concepire le canzoni di Birth of Violence. Sono proprio l’energia e la spiritualità della natura a consentire i primi passi del percorso attraverso i paesaggi umbratili e nebbiosi della società americana e, in particolare, attraverso lo squilibrio tra uomo e donna. Per quanto anche in versione elettrica la musica di Chelsea Wolfe suoni intima, era necessario un disco acustico, nudo, libero da scosse elettriche e da scorie industriali, per risvegliare l’energia femminile nascosta in questa musicista e riconnetterla a Madre Natura. Un viaggio tipicamente americano alla ricerca della spiritualità della natura selvaggia.
[R.T.]
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Chelsea Wolfe – Birth of Violence
(Sargent House, 2019)

Showing yourself, without hiding inside a cloud of noise, is an act of courage. As well as travelling by yourself through the darkest streets of American folk, crossed over time by men in black, now legends of the American rock. But courage is an attribute that is not lacking in Chelsea Wolfe. So, with her ethereal voice protected exclusively by the acoustic guitar and supported only by suffused arrangements, she advances along an intimate and personal Route 66, which has got the universal as its ultimate goal. The starting point of this journey is among the mountains of Northern California, where - far from the glares and chaos of her Sacramento - Chelsea found the solitude and silence necessary to conceive the songs of Birth of Violence. Precisely the energy and the spirituality of nature are the forces that allow the first steps of the journey through the shady and misty landscapes of American society and, in particular, through the imbalance between man and woman. Although Chelsea Wolfe's electric version also sounds intimate, ther was the need of an acoustic naked album, free from electric shock and industrial slags, to awaken the female energy hidden in this musician and reconnect her to Mother Nature. A typically American journey in search of the spirituality of wild nature.
[R.T.]

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