mercoledì 16 maggio 2018

Usnea - Portals into Futility


Usnea - Portals into Futility
(Relapse Records, 2017)

Portals into Futility è un funerale che non si svolge in un luogo sacro. Nessun aldilà, né tantomeno divinità, cui affidare i resti mortali. Il lento e pesante incedere della processione funebre conduce sull'orlo dell'abisso. Qui saranno gettate le ceneri. Nel vuoto. Attraverso i portali dai quali tutto è pervenuto, dove tutto è destinato a tornare, inevitabilmente. Gli Usnea si affacciano sulla voragine e gridano il loro  nichilismo cosmico con distorsioni gigantesche e growl cavernoso, con atmosfere opprimenti e urla lancinanti, ma anche con arpeggi malinconici che generano echi infiniti. Cinque lunghi brani di purissimo ed Esoteric(o) funeral doom, con alcuni feedback residui dello sludge apocalittico dei dischi precedenti e gocce progressive in stile Ahab, in cui il tempo si dilata fino ad inghiottire tutto, e la massa sonora si fa così tanto voluminosa da nascondere la voce umana. Non siamo che briciole destinate a scomparire nell'Universo. Gli Usnea (citando Gene Wolfe, Ursula Le Guin, Carl Sagan, Margaret Atwood, Philip Dick e Frank Herbert) ci mettono di fronte questo concetto con un disco profondo come l'abisso.
[R.T.]
***

Usnea - Portals into Futility
(Relapse Records, 2017)

Portals into Futility is a funeral that does not take place in a sacred place. No afterlife, nor gods, to whom entrust the mortal remains. The slow heavy gait of the funeral procession leads to the edge of the abyss. The ashes will be thrown here. In the void. Through the portals from which everything has arrived, where everything is destined to return, inevitably. Usnea face the abyss and cry out their cosmic nihilism with gigantic distortions and cavernous growl, with oppressive atmospheres and excruciating screams, but also with melancholic arpeggios that generate infinite echoes. Five long songs of pure Esoteric funeral doom, with some feedbacks (residuals of the apocalyptic sludge of the previous records) and progressive drops in Ahab style, in which time expands to swallow everything, and the sound mass becomes so much voluminous to hide the human voice. We are nothing but crumbs destined to disappear in the Universe. Usnea (citing Gene Wolfe, Ursula Le Guin, Carl Sagan, Margaret Atwood, Philip Dick and Frank Herbert) put us in front of this concept with an album as deep as the abyss.
[R.T.]

Nessun commento:

Posta un commento